di Claudio Gallini

Dal 1° gennaio 2026 entrerà in vigore una nuova normativa europea che interesserà direttamente il settore della refrigerazione e della climatizzazione. Il Regolamento UE 2024/573, che aggiorna e rafforza la disciplina F-Gas, introduce un contributo ambientale obbligatorio legato all’impatto climatico dei gas refrigeranti fluorurati. Questo contributo viene calcolato sulla base delle tonnellate di CO₂ equivalente (CO₂eq) associate a ciascun gas e sarà applicato a tutti i refrigeranti HFC immessi sul mercato europeo.

In concreto, per ogni tonnellata di CO₂ equivalente, è previsto un contributo di 3 euro che produttori e importatori devono versare alla Commissione Europea attraverso il sistema delle quote F-Gas. Sebbene questo onere sia inizialmente a carico degli operatori che immettono il gas sul mercato, il costo si rifletterà inevitabilmente lungo tutta la filiera, fino ad arrivare al cliente finale. Per questo motivo, a partire dal 2026, tale contributo comparirà anche nelle fatture relative agli interventi di assistenza e riparazione che prevedono la vendita di gas refrigerante nuovo.

Uno dei gas maggiormente utilizzati sui nostri prodotti frigoriferi è l’R-452A. Si tratta di un refrigerante HFC con un valore di GWP (Global Warming Potential) elevato, quindi con un impatto significativo in termini di CO₂ equivalente. Proprio per questo motivo, l’R-452A rientra pienamente tra i gas interessati dal nuovo contributo ambientale. In base ai valori di riferimento, ogni chilogrammo di R-452A corrisponde a oltre due tonnellate di CO₂ equivalente; applicando il contributo previsto dalla normativa, questo si traduce in un costo aggiuntivo che incide in modo sensibile sul prezzo finale del gas.

Per i clienti, ciò significa che quando un intervento di manutenzione o riparazione richiede l’utilizzo e la vendita di gas refrigerante nuovo, in fattura sarà presente una voce aggiuntiva legata al contributo ambientale europeo. Non si tratta di una scelta commerciale dell’azienda né di un aumento arbitrario dei costi, ma di un obbligo normativo introdotto a livello comunitario, proporzionato esclusivamente alla quantità e al tipo di gas utilizzato. Gas con un GWP più elevato, come l’R-452A, comportano un contributo maggiore rispetto a refrigeranti con minore impatto ambientale.

L’obiettivo di questa misura è quello di rendere più evidente il costo ambientale dei gas ad alto effetto serra, incentivando progressivamente l’adozione di soluzioni alternative con GWP più basso e favorendo la riduzione complessiva delle emissioni climalteranti. Nel tempo, questo porterà il mercato a orientarsi sempre più verso refrigeranti più sostenibili o naturali, soprattutto in fase di progettazione di nuovi impianti o di sostituzione di quelli esistenti.

Riteniamo importante informare i nostri clienti in modo trasparente su questa novità, affinché possano comprendere le ragioni di eventuali variazioni di costo legate agli interventi che prevedono l’utilizzo di gas refrigerante. Restiamo naturalmente a disposizione per fornire chiarimenti, valutare soluzioni alternative quando possibile e supportare i clienti nella scelta più adatta alle proprie esigenze, nel rispetto delle nuove normative europee e dell’ambiente.

In definitiva dal 1/1/2026 ogni chilogrammo di R-452a avrà un extra costo di 6,42€+IVA oppure il gas R-134a avrà un extra costo di 4,29€+IVA

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